giovedì 23 luglio 2015

Traslochi

La Gina ha un nuovo blog, uno serio.
Anche se lei seria mica lo è tanto.
La trovi qui: www.ginabarilla.it
Cosa aspetti, corri a leggerla!

sabato 18 luglio 2015

Confessioni di una madre imperfetta

Sarà capitato anche a voi: prima di diventare madre, sapevate già come avreste impostato buona parte del vostro lavoro genitoriale.
E magari siete anche riuscite a mantenere qualche buon proposito con il primo figlio.
Per poi mandare tutto a rotoli con l'arrivo del secondo.
Non oso immaginare se mai facessi il terzo: anarchia. 
O forse no, sarei talmente abituata a gestire bambini da riuscire ad ascoltare di nuovo quella voce istintiva interiore, ormai sepolta, che mi guiderebbe nell'essere la miglior madre possibile per i miei figli. Chi lo sa.
Fatto sta che è ora di aprire almeno parte del mio vaso di Pandora, per liberarmi dei miei scheletri.


Pronti?

giovedì 16 luglio 2015

Casa

20150710_144428.png
– Ehi, alla fine anche tu qui.

– Eh, già.

– Erano anni che non venivo.

– Anche io.

– Io no, ci abito!

– Ah, ah! Spiritosa!

– Beh sai, con i bambini.. si torna.

sabato 11 luglio 2015

La cicala

La Gina e i giovanotti stanno passeggiando per un viale alberato, in un accaldato e silenzioso pomeriggio estivo:
- mamma, 'moe? (mamma, cos'è questo rumore)
- è la cicala.

mercoledì 8 luglio 2015

Andata e ritorno

Io non sono fatta per le relazioni a distanza, non ce la farei a portarne avanti una a lungo.
Non so stare al telefono, non so ritagliarmi uno spazio dedicato, non so essere costante e fatico a rispettare gli appuntamenti virtuali, non sono capace di raccontare le cose a comando.
Insomma, non sarei in grado di mantenere viva una fiamma, in lontananza.
Quando sono partita per questa vacanza (o cacanza, dipende un po' dai punti di vista) non ho avuto grosse titubanze: i bambini avevano passato un inverno caratterizzato da tante malattie, il mio lavoro mi permette di gestirmi il tempo estivo, la mia relazione ormai è uscita dalla difficile fase dell'innamoramento e veleggia serena per la sua rotta (che non vuol dire che non la coltivi o che sia certa che durerà per sempre, credo solo che non sarà certo un mese di mare a mettere in dubbio le nostre solide basi). Quindi, perché no?
Non sono mancate le discussioni e i momenti di maretta per le motivazioni espresse all'inizio, risolte sempre senza troppe difficoltà. Il dialogo è uno dei pilastri fondamentali della nostra relazione e principale strumento di risoluzione delle diatribe.

domenica 5 luglio 2015

Il caffè

La Gina si sta godendo al bar della spiaggia un caffè.
I giovanotti stanno mangiando un gelato.
Quello grande sta mangiando con gusto.
Quello piccolo assaggia con sufficienza, diviso tra la voglia di gelato e quella di correre ai giochi.


La Gina ne approfitta e prende un po' di panna dal gelato del piccolo per affondarla nel caffè:
- mamma, cosa fai?
- bevo il caffè

domenica 28 giugno 2015

La mamma della porta accanto

Ci sono giorni in cui essere madri è particolarmente faticoso.
No, togliamo pure la parola "certi".
Essere madri, a tempo pieno, è una fatica.
Molti dei miei amici mi dicono: "eh, certo che vorrei essere al posto tuo, al mare, con i bambini, invece che qui al lavoro!".
Io no o, almeno, non tutti i giorni. 
A casa, al lavoro, almeno stacco un po'. 


Parlo con adulti, non devo sgridare nessuno per un numero considerevole di ore, se voglio mangiare un pacchetto intero di caramelle posso farlo (al massimo me la vedo con i sensi di colpa legati alla bilancia), se ho dei vestiti puliti addosso, rimangono tali per tutto il tempo, posso entrare in un negozio e osservare con calma le cose esposte senza nessuno che tenta la fuga o di distruggere il negozio, posso camminare e immergermi nei miei pensieri, posso fare una telefonata senza distruggere il timpano del mio interlocutore con minacce e improperi rivolti ai miei piccoli ometti e mille altre piccole cose, che, viste dal punto di vista della mamma a tempo pieno, risultano lussi.
Invece, qui al mare, sono sempre in servizio: mi alzo, vado al mare, a fare la spesa, al parchetto, al ristorante, ovunque, con loro. Se mi va male, faccio anche la pipì con loro. O la doccia. Se esco la sera, ne ho uno al seguito. Se vado al mercato, uno viene con me. Sempre.
E invece ci sono giorni, momenti, in cui non li sopporto.
Mi infastidiscono in tutto.
E allora mi arrabbio per un niente.
Urlo.
Li sgrido per delle cose inutili o che non possono comprendere.
Li tengo lontani da me.
Non gli parlo.
Quando mi passa, non mi rimane che una tristezza diffusa, perchè la colpa, di quella rabbia non è loro. E' solo mia.
E loro ne sono vittime involontarie.
E dopo la tristezza, arriva il senso di colpa e di inadeguatezza. Quello che ti fa sentire una pessima madre, di quelle che non vorresti mai essere.
Il mare, il caldo, le finestre sempre aperte, la stretta convivenza (involontaria) con i vicini però ti offre un vantaggio: sentire tutto quello che succede a casa degli altri.
Così almeno, oltre all'odore di cucina e di forchette che tintinnano sui piatti altrui, si sentono scampoli di vita genitoriale e ci si accorge che succedono più o meno le stesse cose: si arrabbiano, sgridano, alzano la voce proprio come me. Vivono le stesse frustrazioni e gli stessi sensi di colpa, la stessa fatica e impotenza. 
E questo mi fa sentire più umana, normale, uguale a mille altre mamme e papà del mondo.

martedì 23 giugno 2015

La scatola delle sorprese

Cos'è la scatola delle sorprese?
Per noi è uno speciale kit da viaggio, con dentro tante piccole attività compatibili con l'auto e che possano intrattenere i piccoli viaggiatori, che tendono con una certa facilità alla noia e all'isterismo.
Come si fa?

Prima di tutto, serve una scatola.
Io ne ho scelta una che fosse abbastanza grande per farci stare su un foglio di carta, che avesse un piccolo bordo sul coperchio per non far scivoilare via parte del contenuto e che fosse abbastanza alta per fare da simil tavolino, una volta posato sulle ginocchia di Nicolò.




domenica 21 giugno 2015

Famiglia.

In quersti giorni, più del solito, mi sto chiedendo che cosa vuol dire FAMIGLIA.
Per ora sono arrivata ad una sola conclusione: famiglia è due persone che si amano. E che sono disposti, qualora ne abbiano, a mettere in discussione la loro vita a favore dei figli.
Per me famiglia è questo.
Famiglia non vuol dire avere per forza dei figli.
Famiglia non è un uomo che ama, ed è ricambiato, da una donna.
Famiglia è un impegno che due persone si assumono reciprocamente. 
E che, se lo desiderano, è giusto che questo gli sia riconosciuto.
Punto.
Non altro.
E in questo Dio non c'entra.


venerdì 19 giugno 2015

Viaggiare con bambini

Viaggiare con bambini può essere faticoso, al di là della quantità di cose che inevitabilmente si devono trasportare (che, tra l'altro, ho scoperto essere inversamente proporzionale all'età e al numero dei bambini), la parte proprio di "trasferimento", soprattutto se fatta in auto e quindi senza possibilità di movimento, può risultare noiosa e snervante.
"Quanto manca?" è la classica domanda, che di solito compare entro 30 minuti dalla partenza (se poi avete davanti 6 ore di viaggio.. come dire, non vi invidio per nulla!).
Quali sono quindi le strategie da adottare?
Io non credo nelle partenze notturne, a meno di dover fare 18 ore di viaggio ma a quel punto mediterei di dividere il viaggio in 2/3 tappe o di pensare ad un modo diverso di coprire quella distanza.
Quindi, nella partenza diurna, questi giovanotti sono da intrettenere, sopratutto per vincere la noia da incollamento al sedile senza possibilità di sgranchirsi le gambe.
Io avevo davanti a me un viaggio da circa 6 ore, traffico permettendo.
Ho scelto prima di tutto di partire al mattino, introno alle 10, così che un po' avevano avuto modo di giocare, correre, scaricare un po' di energia, prima di rinchiudersi in auto, e avevo programmato una sosta dopo un paio d'ore circa. La sosta l'avevo pensata piuttosto lunga, perciò alle 6 ore, ne andava aggiunta una.


La prima parte del viaggio è stata occupata dal fattore novità: pronti per il mare? Che cosa si fa di solito al mare? Ci siamo stati anche lo scorso anno, cosa vi ricordate? Cosa c'è nella casa del mare? E la spiaggia come è fatta? Quali giochi ci aspettano al mare? Quali invece abbiamo comprato nuovi? Cosa abbiamo messo in valigia? Gli scarponcini ci servono per il mare? E il costume?
Poi abbiamo contato un po' i camion, cercato le macchine rosse, poi quelle verdi, poi abbiamo aspettato che un treno ci superasse.. insomma, le prime due ore le abbiamo occupate con chiacchiere e giochi di osservazione. Quando la fatica e la noia hanno preso il sopravvento, abbiamo fatto il conteggio alla rovescia dei km che ci separavano dalla sosta e ci siamo raccontati cosa avremmo mangiato per pranzo.
Ammetto di aver turato un sospiro di sollievo quando abbiamo posteggiato l'auto, la fatica e la tensione cominciavano a tagliarsi con il coltello.
E dopo la sosta cosa abbiamo fatto?
Beh, uno dei due mini passeggeri ci ha salutato in favore del pisolino pomeridiano.
E l'altro?
Beh, l'altro aveva la sua scatola delle soprese da aprire.
Cos'è?
Ve lo svelo alla prossima puntata!
:-)